WT-CENTER SANREMO
Centro EMAS per il Nord Italia

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Stage Forze dell' Ordine a Bergamo
17 Novembre 2004

Articolo Dell' Eco di Bergamo

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PREPARAZIONE ATLETICA E WING TSUN
PRIMA PARTE


Dalla letteratura, anche straniera, non risulta che siano stati scritti o che siano state condotte molte ricerche e studi in merito all’addestramento atletico specifico del praticante di Wing Tsun, o comunque al momento non ancora conosciute.
Esistono trattati sulla difesa personale, sulle arti marziali in genere e sul combattimento, che parlano tanto di tecniche, di preparazione psicologica, di come apprendere tecnicamente, della formazione tattica e strategica, ma che ignorano completamente la preparazione atletica specifica e l’allenamento della forza per il Wing Tsun .
La filosofia del Wing Tsun ci insegna che in un combattimento reale il praticante di Wing Tsun può nettamente prevalere su un avversario più forte, la tecnica e i principi prevalgono sulla forza bruta.
Ma come, giustamente, afferma il grande Si-Gung Keith R. Kernspecht, quali chance avremmo se l’avversario più forte e altrettanto abile tecnicamente?
Da ciò nascerebbe la necessità di scrivere un testo specifico sulla metodologia dell’allenamento del Wing Tsun e nell’elaborazione di programmi di allenamento che, analizzando le singole caratteristiche delle attività poste in essere durante lo studio del Wing Tsun, ne trattino in maniera integrata gli aspetti fisiologici e psicologici consentendo di creare una programmazione e una pianificazione dell’addestramento professionale tale da ottimizzare il modo di praticare.
Lo studio della preparazione atletica specifica dovrebbe essere mirata a fornire un efficace strumento di lavoro per poter meglio attuare le tecniche finalizzate all’attività che dovrà svolgere il praticante di Wing Tsun, e anche volte a garantire le massime condizioni di sicurezza possibili per rispondere nel minor tempo, con sincronia e automatismo a situazioni dove serve necessariamente fronteggiare un’aggressione diretta e immediata.
L’attività del praticante di Wing Tsun è sicuramente molto complessa e richiede quindi un allenamento ed un addestramento polivalente e multilaterale che comprende preparazione psicofisica e preparazione tecnico tattica.
E’ fondamentale che il praticante durante l’attività addestrativa abbia interiorizzato più esperienze motorie possibili e più vicine alla realtà. Non è sufficiente allenarsi con metodi ed esercizi atletici empirici che portano alla standardizzazione dei movimenti.
L’abitudine ad eseguire esercizi statici porterebbe il praticante che si allena o che si trova nella situazione reale di doversi difendere da uno o più aggressori ad essere incapace di muoversi rapidamente per reagire, per cercare un riparo o per attuare le tecniche di difesa personale e di immobilizzazione più idonee.
A riguardo assume rilevanza il gesto tecnico-atletico, qualcosa che differenzia il professionista dal non professionista e che non riguarda solo un fatto estetico ma che ne economizza l’esecuzione del movimento.
Il gesto è un mezzo per raggiungere uno scopo utilizzando forza, destrezza, velocità senso motorio, intelligenza, e creatività, utilizzando schemi motori che non sono solo preesistenti e di facile apprendimento, ma che si adattano continuamente alla necessità del momento.
L’osservazione di alcuni combattimenti reali che possono derivare da un litigio, l’esecuzione di una o più tecniche di difesa personale in un tentativo di aggressione violenta ed immediata, un inseguimento a piedi di una persona che sta fuggendo dopo aver perpretato un reato, ci permette di capire che il gesto tecnico ed atletico è caratterizzato da movimenti molto brevi e veloci e che si ripetono con varia frequenza.
Questi movimenti vengono eseguiti, solitamente, durante il normale allenamento in palestra abbastanza lentamente (giustamente, per meglio capire ed affinare l’esecuzione tecnica), ma che in una situazione di allarme raggiungono sempre punte di velocità particolarmente elevate e quasi sempre effettuate come risposta all’azione dell’avversario e alla situazione oggettiva che si presenta in quel momento.
A questo punto si può supporre che la maggior parte dei movimenti e i gesti tecnici sono compiuti attraverso il coinvolgimento delle fibre muscolari di tipo rapido ed esplosivo (FTf), mentre il risultato finale di una prestazione di un qualsiasi praticante sembra dipendere più che altro dalla capacità di reazione agli stimoli forniti dall’avversario, piuttosto che alle sue capacità aerobiche ed anaerobiche.
Per poter migliorare la propria prestazione il praticante dovrà aver sperimentato e memorizzato più esperienze motorie e comportamentali possibili, tali che gli consentano di fronteggiare la situazione contingente opponendo il comportamento più efficace.
Dovrà essere allenato a focalizzare la propria attenzione sulla situazione esterna, in particolare sul pericolo che si trova di fronte piuttosto che sui propri movimenti.

Tecnico di WT 1° grado superiore
Preparatore Atletico e Laureato in Scienze Motorie
(Sihing Giò)


 
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