PREPARAZIONE
ATLETICA E WING TSUN
PRIMA PARTE
Dalla letteratura, anche straniera, non risulta che siano stati
scritti o che siano state condotte molte ricerche e studi in merito
alladdestramento atletico specifico del praticante di Wing
Tsun, o comunque al momento non ancora conosciute.
Esistono trattati sulla difesa personale, sulle arti marziali
in genere e sul combattimento, che parlano tanto di tecniche,
di preparazione psicologica, di come apprendere tecnicamente,
della formazione tattica e strategica, ma che ignorano completamente
la preparazione atletica specifica e lallenamento della
forza per il Wing Tsun .
La filosofia del Wing Tsun ci insegna che in un combattimento
reale il praticante di Wing Tsun può nettamente prevalere
su un avversario più forte, la tecnica e i principi prevalgono
sulla forza bruta.
Ma come, giustamente, afferma il grande Si-Gung Keith R. Kernspecht,
quali chance avremmo se lavversario più forte e altrettanto
abile tecnicamente?
Da ciò nascerebbe la necessità di scrivere un testo
specifico sulla metodologia dellallenamento del Wing Tsun
e nellelaborazione di programmi di allenamento che, analizzando
le singole caratteristiche delle attività poste in essere
durante lo studio del Wing Tsun, ne trattino in maniera integrata
gli aspetti fisiologici e psicologici consentendo di creare una
programmazione e una pianificazione delladdestramento professionale
tale da ottimizzare il modo di praticare.
Lo studio della preparazione atletica specifica dovrebbe essere
mirata a fornire un efficace strumento di lavoro per poter meglio
attuare le tecniche finalizzate allattività che dovrà
svolgere il praticante di Wing Tsun, e anche volte a garantire
le massime condizioni di sicurezza possibili per rispondere nel
minor tempo, con sincronia e automatismo a situazioni dove serve
necessariamente fronteggiare unaggressione diretta e immediata.
Lattività del praticante di Wing Tsun è sicuramente
molto complessa e richiede quindi un allenamento ed un addestramento
polivalente e multilaterale che comprende preparazione psicofisica
e preparazione tecnico tattica.
E fondamentale che il praticante durante lattività
addestrativa abbia interiorizzato più esperienze motorie
possibili e più vicine alla realtà. Non è
sufficiente allenarsi con metodi ed esercizi atletici empirici
che portano alla standardizzazione dei movimenti.
Labitudine ad eseguire esercizi statici porterebbe il praticante
che si allena o che si trova nella situazione reale di doversi
difendere da uno o più aggressori ad essere incapace di
muoversi rapidamente per reagire, per cercare un riparo o per
attuare le tecniche di difesa personale e di immobilizzazione
più idonee.
A riguardo assume rilevanza il gesto tecnico-atletico, qualcosa
che differenzia il professionista dal non professionista e che
non riguarda solo un fatto estetico ma che ne economizza lesecuzione
del movimento.
Il gesto è un mezzo per raggiungere uno scopo utilizzando
forza, destrezza, velocità senso motorio, intelligenza,
e creatività, utilizzando schemi motori che non sono solo
preesistenti e di facile apprendimento, ma che si adattano continuamente
alla necessità del momento.
Losservazione di alcuni combattimenti reali che possono
derivare da un litigio, lesecuzione di una o più
tecniche di difesa personale in un tentativo di aggressione violenta
ed immediata, un inseguimento a piedi di una persona che sta fuggendo
dopo aver perpretato un reato, ci permette di capire che il gesto
tecnico ed atletico è caratterizzato da movimenti molto
brevi e veloci e che si ripetono con varia frequenza.
Questi movimenti vengono eseguiti, solitamente, durante il normale
allenamento in palestra abbastanza lentamente (giustamente, per
meglio capire ed affinare lesecuzione tecnica), ma che in
una situazione di allarme raggiungono sempre punte di velocità
particolarmente elevate e quasi sempre effettuate come risposta
allazione dellavversario e alla situazione oggettiva
che si presenta in quel momento.
A questo punto si può supporre che la maggior parte dei
movimenti e i gesti tecnici sono compiuti attraverso il coinvolgimento
delle fibre muscolari di tipo rapido ed esplosivo (FTf), mentre
il risultato finale di una prestazione di un qualsiasi praticante
sembra dipendere più che altro dalla capacità di
reazione agli stimoli forniti dallavversario, piuttosto
che alle sue capacità aerobiche ed anaerobiche.
Per poter migliorare la propria prestazione il praticante dovrà
aver sperimentato e memorizzato più esperienze motorie
e comportamentali possibili, tali che gli consentano di fronteggiare
la situazione contingente opponendo il comportamento più
efficace.
Dovrà essere allenato a focalizzare la propria attenzione
sulla situazione esterna, in particolare sul pericolo che si trova
di fronte piuttosto che sui propri movimenti.
Tecnico
di WT 1° grado superiore
Preparatore Atletico e Laureato in Scienze Motorie
(Sihing Giò)
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